L’Ing. Dino Piacci

Dino Piacci, presente nel mondo della nautica sin dal 1978 e conosciuto per la sua esperienza, è un ingegnere navale con specializzazione in meccanica non che pilota di motonautica con due Titoli Mondiali in Formula Uno.

Alla Sua particolare formazione e crescita tecnica ha sicuramente contribuito l’esperienza vissuta sin da giovane al fianco di personaggi-mito della nautica mondiale: ebbe infatti la fortuna di conoscere e frequentare guru del settore, quali Guido Abbate (papà del compianto Bruno, di Tullio, e Chicco) ed Angelo Molinari, padre di Renato (non che di Giorgio e Franco), gente come oggi non se ne trova più.

E fu proprio Renato Molinari che lo portò dalle categorie sport sino alla Formula Uno con la conquista di due Record Mondiali di Velocità, tuttora imbattuti, a distanza di circa ventisette anni, e successivamente sugli Unlimited, passando attraverso l’Off Shore in Classe Uno. Come pilota ha partecipato a molte gare internazionali: tra le più famose basti citare il Raid Pavia – Venezia, gara di oltre quattrocento km, confermandosi campione in più categorie, o la 24 Ore di Rouen. Altra tappa fondamentale per la Sua crescita di pilota e tecnico, è stata l’esperienza lavorativa vissuta all’inizio degli anni ’80 alla “Cougar Marine Toleman“, nella 188th strada a Miami Nord, dove conobbe e lavorò con gente che fece la storia della nautica americana e mondiale, come racconta in uno dei Suoi libri.

Autore anche di numerosi articoli e trattati di tecnologia e tecnica scritti sulle riviste del settore, non che di alcuni libri, nel corso degli anni ha approfondito e sviluppato alcuni studi sulle resistenze all’avanzamento e la fluidodinamica applicate alle imbarcazioni da diporto, non che sui materiali compositi e sulla meccanica, che oggi gli consentono di lavorare con successo su prestazioni ed assetti di qualsiasi imbarcazione a motore.

Per alcune sue realizzazioni, infatti, nel 2005 gli è stata conferita l’adesione ad honorem all’Associazione Progettisti Meccanici Americani, che fa capo alla NASCAR, tuttora unico ingegnere progettista straniero a farne parte. Tra il suo vissuto figura anche quello dell’insegnamento e tirocinio ai laureandi della facoltà di “Architettura Navale e Disegno Industriale” dell’università “la Sapienza” di Roma.

Svolge la sua attività di progettista e broker internazionale, tra l’Italia e gli Stati Uniti, ed è un pilota tuttora in attività, e collabora con le più prestigiose riviste internazionali per la presentazione e le prove di nuovi Motor Yacht e  Powerboats.

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F 1

Formula Uno – “Trofeo Due Ponti”

Unlimited

Unlimited – Boretto Po

F 1 bis

Formula Uno – “Raid Pavia Venezia”

Key West           fim

                                                               Off Shore: Key West

F 1 bis

Formula Uno – “Trofeo Due Ponti”

 Katamar L. Engineering la barca realizzata per i tentativi di conquista del Record Mondiale di Velocità, oltre i 300 Km/h. Pilota: Dino Piacci, già due volte Primatista Mondiale in Formula 1. – Sponsor needed

Katamar L. Engineering: The Best Choice in

Performance!

Katamar L. Engineering: The First Choice in Performance

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From the Experience of the competitions, was born The New Hi Performance Boating Concept

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Katamar L. Engineering: The Best Choice in Performance

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dal libro: Prestazioni, Alte Prestazioni, Maghi e Fattucchiere

C’era una volta… tante favole cominciano così, come anche la mia nel mondo dell’Off Shore, delle alte prestazioni, e della nautica a motore.

C’era una volta un ragazzo che sognava di correre appresso ai propri ideali, a ciò che gli piaceva di più, e non appresso a quello che la famiglia aveva scelto per lui.

Finiti gli studi e assolti gli obblighi militari, partì per Miami con pochi soldi e un indirizzo in tasca, dato da un amico: Miami North, 188^ St, una traversa della US 1, tra la campagna ed un ampio canale che portava al mare. Sul piccolo foglio di carta non c’era nemmeno scritto il numero civico, se non un’indicazione: ” secondo cancello a destra”.

Cancello…. erano quattro tubi “innocenti” con un po’ di rete attaccata con sopra un’insegna ad arco (si fa per dire): “Cougar Marine Toleman“. Un grande piazzale asfaltato alla meno peggio, con un piccolo catamarano giallo chiaro in legno, a sinistra, e sulla destra una sorta di capannone in lamiera. Sul bigliettino c’era scritto: “chiedere di Chuck”.

Entrando si accorse che l’apparenza ingannava davvero!

C’erano due barche in costruzione, due monocarena di 38’ e 41’, carroponte, attrezzatura da far paura, ed una decina di persone al lavoro. Il ragazzo si presento a Chuck, che lo informò di orari, incarico, pause, e quant’altro, in tutto con massimo cento parole, dopo di che, da una decina di metri, tuonò un: “che aspetti, vatti a cambiare mentre avverto Tom”

Cominciò così l’avventura presso quello che di li a poco sarebbe diventato il primo costruttore al mondo dei catamarani da corsa in avional e peraluman: Ted Toleman, miliardario inglese col pallino della velocità non che pilota di spessore.

Solo dopo due o tre giorni, quel ragazzo si accorse dei tanti altri vicini di casa !

Da un lato, sul muro blu del cantiere all’inizio della strada, su un piccolo fabbricato blu, c’era scritto “Magnum Marine”; su un l’altro sulla nostra destra, un cantiere che era di tale Don Aronow, personaggio che veniva dal nord e che faceva tutt’altro lavoro. Sembrava più un ispanico che un americano: moro, carnagione scura, e occhi neri, ed era amico dei più bei nomi del panorama nautico: gente come Hunt, Kiekhaefer, Betram, e tanti altri. Aronow costruiva barche veloci che chiamò “Cigarette”, lo stesso nome con cui battezzò la Sua prima barca Off Shore realizzata per le competizioni

Poco più avanti c’era il cantiere dal quale uscivano gli Apache, altri velocissimi Off Shore; poi una piccola officina con due soci: un ispanico ed un americano di nome Bud Lorow, indaffarati a realizzare un nuovo motore “Hi Performance” che avrebbero chiamato Hawk. Solo dopo aver stretto amicizia un po’ con tutto il popolo della 188^, seppe che tutte queste ed altre barche (Donzi, Formula, Magnum, Apache) erano nate tutte dalla matita di Don Aronow.

La storia è molto più lunga, ma basti dire che quel ragazzo rubava con gli occhi, incantato da un mondo che aveva capito essere il suo mondo, il suo futuro.

 

 

 

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